Il pianto del “vecchio mondo”. Un racconto di Tamara Morelli per grandi e piccini

Il pianto del vecchio mondo

Per il primo giorno di scuola proponiamo un racconto per i più piccoli su di un argomento che riguarda ormai tutte le generazioni. Che fine farà questo vecchio mondo?  

“Deve farsi coraggio e parlare con i più piccini che hanno il dono della fantasia e purezza del cuore!”

tempo di lettura: 3 minuti

Non so se ho fatto un sogno o ho solo fantasticato, perché a volte la fantasia mi trasporta con il suo destriero alato nel mondo magico dell’irrealtà. Però, cari ragazzi, se avrete la pazienza di ascoltarmi, ve lo voglio raccontare.

L’altro giorno mi trovavo in giardino e, mentre stavo dando l’insalata alle mie tartarughe, all’improvviso avvertii tra il fruscio di foglie uno strano parlottare. “ Non è possibile che mi sia ridotto così male! Le acque dei miei Oceani sono quasi scomparse, boschi e foreste senza più alberi. Il verde non è più vivace come una volta. Cosa mi è accaduto? Forse il pittore che dipinge il mappamondo ha finito i colori? Non posso vedermi senza vita, quasi agonizzante!”.

Lì per lì non vidi niente, solo le mie tartarughe ancora affamate mi venivano incontro. Una alzò il musetto grigio e rugoso e mi fissò con i suoi occhietti luminosi come volesse dirmi qualcosa. Infatti, mi invitava a seguirla e vicino alle piante grasse mi apparve una specie di pallone gigante che pulsava come una creatura vivente. Accanto uno specchio alto molto più di me rifletteva la mia immagine. Quasi intimorita, mi vidi completamente trasformata e grigia. Anche il pallone si era avvicinato allo specchio e vide riflessa un’immagine di se stesso terrificante. Ecco che udii in modo chiaro quella voce gridare : “ Non mi riconosco, gli uomini hanno distrutto il mio bel polmone verde che donava ossigeno e refrigerio a tutto il pianeta. Adesso la guerra con le sue armi inquina aria,acque, colture e distrugge natura e esseri viventi. Qualcuno faccia qualcosa, presto!”. Rimasi impietrita nell’udire quel grido di dolore e non sapevo cosa fare, disarmata di fronte a tanta verità. “ E’ riuscito a guardarsi allo specchio, dissi tra me, e adesso è disperato nel vedersi ridotto a quel modo!”.

Il mio pensiero andò subito al nostro comportamento irresponsabile che ha distrutto ciò che c’era di più bello. Le stagioni non sono più quattro, ma due; i ghiacciai si sciolgono e la zona temperata è diventata torrida. Il deserto si allarga a dismisura, la frutta ha perduto il suo sapore zuccherino e i colori brillanti dell’arcobaleno. Il mondo sta diventando grigio e triste.

Proprio l’altro giorno ho visto un bimbo disegnare il mondo come lo immaginava, ebbene ha prodotto un planisfero pieno di armi che sparavano proiettili infuocati.

Adesso il vecchio mondo è disperato, sa che prima o poi dovrà scomparire perché si sente antiquato. Il tempo passato non potrà ritornare, ma le buone abitudini non tramonteranno se i potenti si metteranno d’accordo. Se così non fosse, scompariranno valli verdeggianti, fiumi azzurri. Non godremo più del fresco ristoratore, il caldo farà soffrire tutte le creature e il vento forte seccherà la terra e i suoi frutti. Il vecchio mondo sta piangendo come un bambino, cerca conforto tra la pianta del rosmarino e l’albero del melograno che per fortuna è ancora rivestito di fiorellini arancioni belli a vedersi.

Sembrano cose banali, ma in natura niente è banale, tutto nasconde il suo piccolo mistero e genera bellezza, quella bellezza che non siamo più abituati ad apprezzare. Ogni tanto scendo in giardino e vado a vedere se c’è sempre: è in compagnia delle tartarughe e aspetta la visita di un bambino che colori con un pennarello i suoi Oceani e i suoi boschi. Pure il cielo dovrà essere dipinto di nuovo con il turchino e l’arancio del tramonto. Un ragazzino più grande spazzerà le foglie secche che il vento impetuoso ha sparpagliato disordinatamente sulla terra arida. Il vento scaccia le nuvole e le nasconde dietro il sole cocente: Caronte imperversa sulla terra e insieme al vento provoca incendi. Se le nuvole ritorneranno a versare pioggia,la terra si disseterà e il verde di nuovo brillerà.

Lo specchio risplende sotto il sole abbacinante e attrae i raggi per restituirli di sera. Il vecchio mondo amareggiato si guarda ancora allo specchio, ma deve farsi coraggio e parlare con i più piccini che hanno il dono della fantasia e purezza del cuore. Proprio loro, i ragazzini, sono giunti nel mio giardino a vedere come sta e si accorgono che qualcosa non va: i due emisferi sono stati scambiati e per questo da noi fa tanto caldo.

Sorgono dappertutto movimenti di protesta e il vecchio mondo si rincuora, felice di avere trovato alleati sinceri che lottano per riportare pace e serenità.

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