I vecchi tabernacoli: un pezzo di cielo in terra caduto. Le quattro madonne dello Scocuzzo

I vecchi tabernacoli: un pezzo di cielo in terra caduto. Le quattro madonne dello Scocuzzo

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I vecchi tabernacoli viari posti ai margini della strada (chiamati anche marginette) sono sempre più oggetto di sinistri e abbattimenti. Forse è inevitabile, con il tempo che passa e il bisogno di strade più ampie per i veicoli e la velocità di oggi.
Di solito, però, sono anche una sorta di segnale per punti panoramici incredibili, per suggerire una fermata con riflessione, uno sguardo alto. Così quando magari ci si ritrovano a terra, per abbandono o perché ingombranti agli usi odierni, è come se un pezzo di cielo fosse all’improvviso caduto a terra.

La cronaca dei mesi scorsi riporta il danneggiamento, non doloso, del tabernacolo sulla via di San Donato, punto di riferimento paesaggistico, e contemporaneamente, il probabile ripristino di quello di Beccaccia, più a monte di Vinci, all’incrocio della via Orbignanese con il rio di Balenaia (strano incrocio di strade di terra e di acqua). All’epoca dell’abbattimento di quest’ultimo, sempre fortuito e non doloso, addirittura sorse un gruppo social per sostenerne la ricostruzione, che arriva a distanza di oltre dieci anni per volontà degli attuali proprietari del terreno.

Tornando però alla cronaca più recente, con un occhio alla storia locale, piace ricordare che tra i bollettari del Comune di Vinci si trova la licenza a edificare un tabernacolo lungo la strada comunale Empolese, nella località denominata Bivio di Via Amerini, concessa al sig. Lupi Angiolo quale agente della sig. Palmira Comparini nei Maggi Tidi.

Il tutto avveniva nel corso della giunta comunale del 21 aprile 1900. Si tratta, con molta probabilità, proprio del tabernacolo, dai vinciaresi detto “dello Scocuzzo”, che si trova sulla strada da Vinci a San Donato, oggetto di un tragico sinistro stradale con abbattimento (non è la prima volta, già nel 2011 era stato ripristinato). Il documento di archivio è interessante perché ci ricorda una viabilità assai diversa da quella attuale.
La via di San Donato all’epoca si chiamava Via Empolese di Sopra (una delle principali vie di accesso alla Vinci ottocentesca e primo Novecento). Quel bivio è ancora oggi visibile, peraltro è uno splendido punto panoramico su Vinci, seppure il tratto che dal tabernacolo conduce al monumentale Crocifisso, che segna i confini parrocchiali, sia stato abbandonato e oggi derubricato a strada di campagna.

Curiose sono le raccomandazioni del Comune del 1900: che sia decentemente decorato, sia sullo stesso livello della strada, che di fronte al tabernacolo non sia apposto alcun ostacolo o colonnina che gravi sul suolo pubblico.
Oggi, forse quel tratto di strada, merita altre e diverse segnalazioni: andate piano e, con attenzione, gustatevi uno dei paesaggi più belli della nostra Toscana, con quel tabernacolo dello Scocuzzo a ricordarvelo, essendo stato di nuovo ricostruito. E a giorni si attende la nuova benedizione.

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