La Biblioteca Sonora di VnC accoglie Umberto Marianelli

La terza lettura del nostro podcast riguarda “La madre”, un brano che Andrea Giuntini ha scelto da “Convocazione”.

Umberto Marianelli nasce, vive e lavora a Empoli. Esercita la professione anche in quel di Vinci, esattamente sulla collina prospiciente Sovigliana, dove dirige la Casa di Cura Leonardo, fondata esattamente cinquant’anni fa, divenuta una delle più belle realtà del Comune.

È chirurgo, scrittore e pittore. La sua dedizione all’arte risale alla prima giovinezza, passione condivisa con un altro promettente scrittore vinciano, peraltro coetaneo, diventato giornalista, Saverio Ciattini, autore di prefazioni e contributi ad alcune sue pubblicazioni. Scrive diversi libri in prosa. Il “Noi vinti”, dedicato ai fatti della seconda guerra mondiale, è un vero e proprio documento storico della sua generazione citato da critici e storici illustri, da Indro Montanelli fino a Giampaolo Panza. In poesia, si segnalano invece le sillogi “Barca ancorata” (1968), “Graffiti” (1980) “Sottosuolo” (1994) e il “Pianto di Eva”, testo poetico per la pittura di Franco Aretini, pubblicato nel 1973 in occasione della mostra tenuta a Vinci dall’amico artista, a conferma dei suoi stretti legami professionali e artistici con la città di Leonardo, seppure con la natia Empoli sempre condivisi: “Borgo via carraia via degli orti/questo il mio giro del mondo/ fin da ragazzo/ vi porto a spasso l’universo (da “Graffiti”, la poesia Universo). Come pittore espone le opere a Firenze, presso le storiche Gallerie Pananti e Spinetti, nonché a Pontedilegno, Brescia e Roma. 

Un poeta che si è trovato col bisturi in mano, un uomo che a nessun prezzo si lascia travolgere dalla mediocrità”, così lo descrive l’amico Saverio di Vinci, con cui condivide una gioventù e una storia “di ragazzi che la guerra ha maturato avanti tempo” e che nella poesia riscoprono i segni della loro stagione ruggente. Scrive ancora Saverio: “Un magro libro di versi per ciascuno e l’impietosa consapevolezza di questa condizione di adulti che inutilmente ci ostiniamo a respingere” (dalla prefazione a “Barca ancorata”). 

La poesia di Marianelli è moderna nella forma e nello stile. La penna si confonde facilmente con il pennello. I suoi versi sono ora suggestioni ora i tratti incisivi di immagini che si compongono inevitabilmente nelle cromature e impressioni del pittore poeta, a tutto tondo. Sono quadri poetici di varia natura e rara intensità, dalle stagioni e paesaggi dei testi giovanili si vengono a privilegiare in quelli più recenti i ritratti e i sentimenti dell’uomo. Quest’ultima poesia si segnala per una maggiore sinteticità, quasi epigrammi o bozzetti nello stile del Fucini padre, a completare un secolo di storia in poesia tra medici poeti.

Nell’opera di Marianelli non viene tuttavia mai  compromessa la sensibilità di un artista raffinato, sensibile, seppure rigoroso nella disciplina artistica, quasi non vi fosse più alcun argine (soprattutto in “Graffiti”), a distinguere il poeta innato, scienziato dell’uomo e delle sue passioni, dal medico, uomo di scienza e di ricerca sul senso della vita.

Si ringrazia la famiglia Marianelli per la disponibilità e amicizia al Comitato Vinci nel Cuore!
(Nota redatta da Nicola Baronti)

UMBERTO MARIANELLI
Umberto Marianelli (1925-2014) chirurgo, scrittore, poeta. Empolese di nascita e di formazione, da molti è conosciuto come fondatore e per decenni anima della clinica ‘Leonardo’ di Sovigliana-Vinci. Oltre che uomo di scienza è stato un grande artista. Sotto la guida del maestro empolese, Nello Alessandrini, imparò l’arte pittorica. Scrittore e poeta: il suo libro più celebre è senza dubbio il diario di “Noi Vinti”(1960), opera autobiografica citata da Montanelli, Bocca, Pansa, Biagi, in cui descrive in modo disincantato le sconfitte di un’intera generazione di italiani. Ha pubblicato inoltre “L’intruso” e il libro di racconti “Convocazione”. Come poeta ha debuttato con la raccolta “Barca ancorata”, a cui seguono “Graffiti”, “Il Pianto di Eva” “Sottosuolo”. È inserito tra i “medici umanisti” dell’Archivio dei Poeti di Vinci (2012) e a lui è stata dedicata la III Veglia dei Poeti di Vinci (2015).